Chiara's profile ... PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
February 21 La sveglia<<La sveglia, cazzo. Va là che presto. E fuori dal piumone fa un freddo porco. Pigro. Sono pigro. Me ne sto ancora un po’ qui rannicchiato a guardare. Tu intanto suona, che prima o poi la molla si rilascia. Il quadrante. Mi sono messo in testa che la lancetta corta è maschio, quella lunga è femmina. Non so perché, a ben pensarci dovrebbe essere il contrario visto il rapporto fisico che di solito distingue l’uomo dalla donna: un po’ più alto lui, un po’ più piccola lei. Forse allora sarà per via della storia dei minuti e dei secondi. Facciamo che i lineamenti della donna di solito sono più minuti e che noi uomini, rispetto alle donne arriviamo spesso secondi. No, non tiene, mi apre un giochino di parole veramente idiota. E poi questa storia di arrivare sempre secondi sarà poi vera? Ma soprattutto la questione della donna minuta. Mi ricordo una mia tipa che ci aveva certi muscoli… Ok, ammettiamo che la mia è solo una sensazione di pelle e basta. Sei e mezza. Guarda come si baciano. Sono lì, attaccate, precise. La corta sotto, la lunga sopra. La lunga è il maschio, allora, mi ero sbagliato. Sempre a voler essere un po’ scontati, perché mica è sempre così, no? Mi ricordo una mia tipa che… be’ lasciamo perdere. Sei e trentuno e la sveglia ha smesso di suonare. Adesso non sono più attaccate. Lui, lo slungagnone se ne sta già andando. “Ciao – fa lei che abbiamo deciso che è quella corta, sotto, e va più lenta. – E’ stato bello. Ci vediamo tra un’oretta. No? E va be’, come vuoi, tra un’ora esatta, non tra un’oretta. Sei il solito pignolo. Ma dire un’oretta mi pareva più gentile.” Dura la vita delle lancette. Costrette a incontrarsi ventitrè volte al giorno. Mezzanotte, una e cinque, due e dieci, tre e un quarto… E lui poi, sempre così veloce! Un minuto e via. Che sia un destino sempre e comunque di noi donne? A questo pensa la lancetta delle ore. A questo penso io che pensi lei, rannicchiandomi sempre più sotto il piumone. Questa mattina non ho proprio voglia di alzarmi. Mi sento molto poco lancetta dei minuti. Mi sento quella delle ore e chissenefrega se il genere è maschile o femminile. Però, in effetti, le ore sono femmine, i minuti maschi. Così dice il vocabolario, che pur essendo di genere maschile e singolare, dovrebbe starsene sopra le parti. Devo decidermi ad alzarmi e aprire le ante. Mi sa che piove. Pioviggina, come spesso accade nella mia città, che tanto più è impigrita dal cielo, tanto più s’affanna a correre. Grigissimi inverni lombardi… Da qualche parte ho letto che il primo orologio pubblico, su un campanile, l’hanno messo proprio a Milano. Era il 1306. Non poteva essere che così. Firenze arrivò buona seconda nel 1325. E Roma, chissà. Vorrei essere lontano, magari in Messico, su un’amaca di fronte all’oceano. Altro che novembre alla Bovina. E invece me ne sto qui a accarezzare con le labbra il bordo del piumone mentre sbircio la luce che filtra incerta dalle imposte. Che giornata sarà? Che giornata è già? Il risveglio è il limbo della ragione e il paradiso dell’anima. Bisognerà che la rivaluti, perciò, questa sveglia.
***
Devo imparare ad amarla un po’ di più. Nonostante le sue lancette così metodiche e quel suono ossessivamente piatto uguale in tutto il mondo. Per non parlare del quadrante, che pare il lavello di un autogrill. Però ha un suo perché. Parlo dell’analogico, ovvio. Il digitale non mi appartiene, la radiosveglia la lascio ai dj del mattino, che sanno di caffè espresso imbevibile, quello dell’apertura dei bar. L’analogico no, ha ancora un senso, in fondo. Crea un feeling tra oggetto e persona, tra occhi e mente. In greco antico ana-lògos significa più o meno “che ha rapporto”. In fondo, al mattino, l’ora sul quadrante è il primo ragionamento vero che facciamo. Bene. Ora sono pronto, quasi quasi mi alzo. Pigro, ma un po’ più convinto. Va’ che bello, c’è il sole. >>
Non l'ho scritto io.
Buonanotte. ^^
|
|
|